Ansia da prestazione femminile: cos’è e come combatterla

L’ansia da prestazione trova terreno fertile nei pensieri di uomini e donne, nonostante solitamente sia associata alla sfera maschile, è sempre più diffusa anche tra le donne.

Ma che cos’è esattamente? 

L’ansia da prestazione è uno stato emotivo scatenato dalla paura che proviamo al pensiero di non avere successo in qualcosa, in questo caso nella prestazione sessuale. Si può presentare sotto varie forme tra cui la preoccupazione di non riuscire a soddisfare le proprie aspettative o quelle del partner, generando timori legati alla capacità di provare piacere o di essere all’altezza.

Questi pensieri possono nascere nel momento in cui sperimenti una forte distanza tra le aspettative che ti eri costruito e ciò che in realtà si verifica. Il rimuginio è oltretutto facilmente alimentato dagli stereotipi di bellezza e prestazione, tanto comuni quanto irraggiungibili, a cui siamo esposti ogni giorno sui social network e canali televisivi. Se questi pensieri continuano a prendere spazio nella mente possono provocare un’ansia da prestazione potenzialmente invalidante. Nella donna si parla di anorgasmia in quanto spesso quest’ansia è responsabile dell’incapacità di raggiungere il picco del piacere, noto come orgasmo. 

Questa situazione è vissuta da molte donne, eppure se ne parla ancora molto poco. Chi soffre di ansia da prestazione in relazione alla sfera sessuale corre il rischio di sentirsi sbagliato, inadeguato o addirittura “l’unico a cui succedono queste cose”. La fatica a comunicare apertamente queste difficoltà si può ricondurre anche alla nostra cultura di riferimento. Riflettici un attimo: fino a pochi anni fa l’autoerotismo femminile era un vero e proprio tabù e solo ora si stanno muovendo i primi passi verso l’educazione all’esplorazione di sé. 

Se anche tu ti trovi in questa situazione, sappi che è possibile intraprendere un percorso per superare questo ostacolo e vivere serenamente la tua sessualità.

Uno dei primi passi potrebbe essere quello di prendere consapevolezza dei pensieri negativi che emergono e imparare a controllarli anziché farti controllare da loro. 

Come poterci riuscire?

Partiamo dalle origini. Uno dei principali motivi che scatena l’ansia da prestazione femminile riguarda la relazione che abbiamo con il nostro corpo. Tutti faticano ad amare pienamente alcune parti del proprio corpo. Il rischio, in questi casi, è quello di focalizzarsi principalmente su queste parti rendendo difficile il sentirsi a proprio agio durante l’intimità. 

Fermati a riflettere: come puoi sentirti a tuo agio con il partner se a volte davanti allo specchio non riesci a piacerti del tutto? 

Questo non significa che devi per forza amare tutto di te, ma che è possibile imparare ad accettare ed abbracciare anche le parti che meno apprezzi

Amare il tuo corpo per quello che ti permette di fare ogni giorno ed indipendentemente dalle sue forme, ti permetterà di sentirti più a tuo agio anche con il partner. 

Ma come fare? 

La psicologia positiva ci insegna l’arte della self-compassion, ovvero dell’imparare ad essere gentili e compassionevoli verso se stessi, ad accettarsi anche di fronte al senso di inadeguatezza. Uno dei primi passi per sconfiggere l’ansia da prestazione è riuscire a riconoscere ed accettare tutte le emozioni che si sperimentano. Ogni volta che senti una parte del tuo corpo inadeguata, invece di criticarla, prova a rivolgergli delle parole gentili. Ad esempio, invece di dire: “La mia pelle fa proprio schifo oggi”, prova a cambiare la frase in: “Oggi la mia pelle non è al massimo, ma domani andrà meglio”. Iniziare a rivolgere a te stessa parole d’amore e a prenderti cura di te con gesti amorevoli, come ritagliarti del tempo per una skin-care o un bagno caldo, potrebbe essere un’ottima partenza per entrare in una relazione amorevole con il tuo corpo. 

Ansia da prestazione: un disagio senza genere

Contrariamente a quanto spesso si crede, l’ansia da prestazione non è una problematica unicamente maschile. Anche le donne ne soffrono; semplicemente nel genere femminile è più difficile da individuare.

Il desiderio sessuale è una pulsione complessa che si attiva a partire dalla pubertà. Una parte di questo desiderio è puramente istintuale: il nostro istinto primordiale, grazie agli organi di senso, ci dirige verso un soggetto rispetto ad un altro sulla base della composizione chimica del suo profumo, del tono della voce, delle informazioni tattili e gustative. Per le donne e gli uomini questi stimoli hanno un ordine di priorità differente se non addirittura opposto. Infatti, per le donne il canale principale dell’attivazione erotica è il cinestetico, composto da olfatto, gusto e tatto, a seguire il tono della voce e per ultimo la vista. Mentre per gli uomini la vista risulta essere il canale principale, seguito dal tono della voce e per ultimo dal canale cinestetico. 

Bada bene, poiché se una componente dell’intimità effettivamente parte dal desiderio ed è istintuale, sull’altra invece si può intervenire e lavorare per migliorarla. Sto parlando dell’immagine che abbiamo di noi stessi, che può influire sulla nostra prestazione. Essa, infatti, non è altro che l’insieme dei pensieri e dei sentimenti che provi nei tuoi confronti. 

Le immagini di corpi estremamente perfetti che vengono diffuse con post e pubblicità possono portarti, anche in maniera inconsapevole, ad effettuare continui ed ingiusti paragoni con il tuo corpo. Esse sono così diffuse da convincerci che quella possa davvero essere la normalità, eppure nella maggior parte dei casi non è altro che finzione. Questo rende automaticamente più difficile il processo di accettazione di se stessi. 

Ecco, che così facendo le preoccupazioni riguardo la propria immagine corporea possono riflettersi sull’intimità ed impedire di lasciarsi andare al piacere. 

Come succede? 

Il senso di inadeguatezza che sperimentiamo verso il nostro corpo e la paura di non essere in grado di performare abbastanza cattura tutta la nostra attenzione a discapito del partner o del momento piacevole che stiamo vivendo. Come se diventassimo severi spettatori di noi stessi. Lo spectatoring, così viene chiamato questo fenomeno, ci porta a spostare l’attenzione dal piacere sessuale al nostro aspetto fisico, impedendoci di vivere il momento serenamente e di focalizzarci sul piacere sessuale nostro e del partner. 

È altrettanto importante tenere in considerazione il senso di vergogna che a volte si presenta in noi donne durante gli atti di intimità con il proprio partner. Questo stato d’animo è radicato nella nostra cultura di appartenenza: la conoscenza del corpo e il concedersi al piacere sono ancora oggi, per certi versi, un tabù, dettato dal retaggio culturale che vede l’autoerotismo come qualcosa di peccaminoso o inadatto alle donne. Molti studi dimostrano che la socializzazione sessuale tradizionale era più permissiva nei confronti degli uomini riguardo all’argomento, mentre instaurava ed instaura in noi donne sensi di colpa, facendolo passare come atto impuro.

Per questo, a volte, può succedere che questa sensazione di inadeguatezza, di giudizio, ci rimanga addosso e permanga all’interno del nostro spazio d’intimità, riflettendosi negativamente nell’esperienza sessuale con il partner. In questo caso, nonostante ci sia il desiderio sessuale, può essere che sia il corpo a dire di “no” tramite, ad esempio, una contrazione involontaria della muscolatura che potrebbe causare sensazioni di fastidio o dolore.

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Come combattere l’ansia da prestazione con la psicologia positiva

Prima di fornirti qualche indicazione su come combattere questo sgradevole insieme di sensazioni è necessario ricordare che anche il ciclo mestruale gioca un ruolo importante nell’oscillazione del desiderio. Infatti, alle fasi del ciclo corrispondono importanti cambiamenti dei livelli ormonali. Ad esempio, il periodo periovulatorio, quello che precede o segue l’ovulazione, solitamente attiva un maggior interesse verso l’attività sessuale. Se il tuo desiderio oscilla è assolutamente normale, anzi potremmo dire che sarebbe particolare il contrario – ovvero avere sempre desiderio – poiché biologicamente siamo predisposte a procreare solo in una determinata fase del ciclo, a differenza degli uomini che invece possono sempre. 

Se, al contrario, ti accorgi che il tuo rapporto con l’intimità presenta delle difficoltà che non riconduci alle fasi del tuo ciclo mestruale, è possibile allora che si tratti di uno degli aspetti che abbiamo trattato sopra, e che tu abbia bisogno di lavorare sull’amore che provi verso di te, al fine di abbracciare anche le parti di te che meno ti piacciono.

Sei solo Tu che puoi cambiare la prospettiva con cui ti guardi, ti percepisci, ti rapporti e pensi al tuo corpo. 

Puoi iniziare da qui: 

  • Prendi un taccuino o un diario e prova ad annotare le risorse che pensi ti appartengano, prova a farlo ogni volta che ti focalizzi su un tratto di te che non ti piace molto. Per ogni insicurezza, tu ribatti con un tuo punto di forza, o un tratto che le persone vicino a te apprezzano. Focalizzati sulle cose positive che ti riconosci e prova a valorizzarle e ad apprezzarle.  
  • Cambia il tono di voce che sei solita usare con te stessa. La maggior parte delle volte tendiamo ad avere un tono duro e severo nei confronti di noi stessi, rispetto a quello che utilizzeremmo con un nostro amico in un momento di difficoltà. Se provi ad rivolgerti parole d’accettazione con un tono calmo ed amorevole, anche il tuo corpo inizierà a distendersi e a permettersi di accogliere un sentimento di amore per te. Presta attenzione la prossima volta che ti rivolgi una critica e prova a trasformarla in una frase di cura verso te stessa, ad esempio: “oggi proprio non mi piaccio” può diventare: “oggi non mi sento in forma, domani andrà meglio”.
  • Concentrati sul presente e sui tuoi cinque sensi. Prova a spegnere i pensieri e a focalizzarti solo sulle sensazioni che il tuo corpo avverte. Assapora ogni sensazione, mantieni l’attenzione sul momento. Con un po’ di allenamento, potrai riuscire ad aumentare il piacere, allontanando l’ansia e i pensieri che cercano di rovinare il momento. La mindfulness, le pratiche di meditazione e lo yoga aiutano a migliorare la concentrazione e ridurre i pensieri negativi. 
  • Comunica con il tuo partner. Dopo che hai imparato a conoscerti e a comprendere cosa ti fa star bene e a tuo agio, solo allora, se te la senti, puoi provare a condividere queste sensazioni con il tuo partner. Una comunicazione aperta con il partner può favorire un’intimità più autentica e appagante.

Per aiutarti a saper usare l’attivazione dell’ansia, anziché farti usare da essa e vivere appieno il tuo corpo e i tuoi momenti di piacevolezza, contatta me e il mio team per un percorso personalizzato.

Bibliografia: 

Goldoni, A. (2017). Il ruolo dell’immagine corporea nella disfunzione erettile. State Of Mind

Graziottin, A. (2020). Desiderio sessuale: i fondamenti biologici. Alessandra Graziottin. 

Cervilla, O., & Sierra, J., C. (2022). Masturbation parameters related to orgasm satisfaction in sexual relationships: Differences between men and women. Frontiers. 

Lara Zucchini

Psicologa per il benessere a Crema e online in tutto il mondo, docente universitaria, Speaker di Psicologia Positiva.

Di cosa mi occupo

My Inner Experience

Un viaggio dentro e fuori di sé per vedere, esplorare e sentire le proprie risorse, al fine di agirle nella propria vita.

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