L’apatia: cos’è e quando preoccuparsi

Cosa significa sentirsi apatici? Quando e perchè capita di sentirsi così all’interno di una relazione?

A tutti succede di vivere dei periodi della propria vita dove ci si sente sommersi dalle cose che “bisogna fare”, dalla serie di mansioni e compiti che occupano le nostre giornate. A causa dei diversi impegni, a volte, non riusciamo a ritagliarci del tempo per noi e ancor di più, per tutte quelle cose che ci fanno stare bene.

Succede, allora, che il livello di stress si alza e prosciuga le nostre energie e così, senza accorgercene, ci ritroviamo a non fare più nulla che vada al di fuori della nostra zona di comfort, nulla che ci motivi e stimoli davvero, sperimentando una mancanza di soddisfazione e piacere.

È a questo punto che può arrivare la sensazione di apatia. L’apatia è la percezione di non avere né emozioni positive né emozioni negative e di sentirci pertanto piatti, scarichi, senza energie. Ecco la prima cosa che devi sapere sull’apatia, poichè arriva quando la nostra psiche e il nostro corpo ci vogliono mandare un messaggio. L’apatia presenta delle sensazioni ben definite, che ti fanno percepire uno stato vuoto e di fermo rispetto allo scorrere degli eventi della tua vita, come se tu non ne facessi più parte, blocca le tue energie e la tua motivazione nel fare anche le piccole cose di tutti i giorni. Succede quando il tuo Io interiore vuole dar voce a questo stato di mancanza di motivazione, indicandoti che c’è qualcosa che non va nel modo in cui stai vivendo o affrontando determinate situazioni.

Non è raro sperimentare sensazioni di apatia anche nelle relazioni, può esserti capitato anche all’interno di relazioni a lungo termine, o all’interno di periodi di frequenti litigi con il tuo partner. In quest’articolo ti spiegherò perchè questo può accadere.

Ma attenzione, attenzione, se ti senti apatico non vuol dire che non provi più emozioni. É molto più probabile che, senza rendertene conto, tu abbia messo in stand by l’ascolto verso ciò che stai sperimentando. Di conseguenza, non è che non provi più niente, ma hai smesso di metterti in ascolto di te stesso.

Spesso accade quando quello che provi è troppo forte o molto complesso da gestire e di conseguenza per la tua mente è più facile evitare e smettere di sentire. Si tratta di un meccanismo di difesa. Come ad esempio l’evitamento, un meccanismo a cui tutti facciamo ricorso ad esempio quando chiudiamo gli occhi davanti a ciò che ci fa star male. Oppure, procrastinare: quel comportamento che ci spinge a rimandare volontariamente un’azione anche davanti a conseguenze negative. Sono dei meccanismi che ci aiutano ad affrontare situazioni ed esperienze di disagio e di dolore, protezioni automatiche e spontanee che adottiamo per difenderci.

Ma non preoccuparti: ricominciare ad ascoltarti è possibile e ti permetterà di tornare nuovamente a sentire. Leggendo questo articolo potrai capire come si comporta l’apatia e come puoi aiutarti a superare questo stato.

Cos’è l’apatia?

Ma vediamo ora più nel dettaglio il significato di questo termine. La parola ’“Apatia” ha origine greca e significa “senza emozione”, ovvero mancanza di sentimento, di passione.

L’apatia, come abbiamo visto sopra, è un meccanismo di difesa che la nostra psiche attiva per proteggerci ed impedirci di sperimentare ulteriore sofferenza. Lo mettiamo in atto quando il nostro organismo non è più in grado di sopportare altro dolore o stress. Ti isola dal provare sentimenti di sofferenza, ti allontana dallo sperimentare emozioni negative.

Dunque l’obiettivo dell’apatia è proteggerti dal provare ulteriore dolore. Ma, di riflesso, accade che nell’evitare le emozioni negative, finiamo per spegnerci e non provare nemmeno quelle positive, come piacere e felicità.

Quando non riusciamo più a provare neanche piacere ed interesse per le attività che ci trasmettono sensazioni positive, possiamo entrare in uno stato chiamato anedonia. Ovvero, l’incapacità parziale o totale di provare appagamento e piacere anche per le più piccole attività piacevoli di tutti i giorni, come gustarsi una buona torta al cioccolato o rilassarsi sotto la doccia calda dopo una giornata di lavoro.

Ci sono dei segnali a cui puoi prestare attenzione per verificare se ciò che stai provando può essere uno stato di apatia:

  • Tendi a ritirarti in te stesso ed eviti le interazioni sociali e relazionali;
  • Senti di non avere degli obiettivi precisi e non sei motivato al raggiungimento di nessuno scopo;
  • Ti accorgi di forzare un’emozione perché te lo richiede il contesto esterno ma in realtà ti sembra di non provare quasi nulla;
  • Ti senti sempre stanco, fatichi a portare a termine anche le più semplici attività quotidiane;
  • Sperimenti un calo della libido.

Questo stato sembra essere molto simile alla depressione, ma non è così. Ed è opportuno fare attenzione a non confonderle. L’apatia, al contrario della depressione, non è considerata una patologia: in determinate situazioni è normale sperimentarla. È una richiesta che il nostro corpo effettua per attivare un cambiamento che possa portare beneficio. E non da meno, la depressione comprende un insieme di sintomi, che tra l’altro tutti sperimentiamo una o più volte nella vita, ma non è solo questo: essa è identificata sulla base di una serie di parametri che vanno ben oltre al sentire personale.

L’apatia in amore

Cosa scatena l’apatia nella coppia.

Ti è mai successo di sentirti “spento” nei confronti del tuo partner?

Magari a seguito di un periodo di discussioni nel quale non riuscivate a trovare un punto di incontro?

In quei momenti hai mai percepito la vostra relazione come monotona, scarica di coinvolgimento ed emozioni?

L’apatia in amore è caratterizzata da uno stato di passività dovuto al ritiro in noi stessi. Quando può emergere? Quando sperimentiamo sofferenza per esserci sentiti giudicati oppure non compresi del tutto per un periodo di tempo prolungato, o ancora, in momenti di mancata comunicazione e/o di passione, oppure in momenti di destabilizzazione quando il partner non è più un porto sicuro.

L’apatia è un campanello d’allarme volto a segnalare che c’è qualcosa che non va nella relazione, molto probabilmente non ti senti appagato dalla modalità in cui tu e il tuo partner state vivendo il vostro amore.

L’amore richiede prima di tutto di sapersi ascoltare e poi saper ascoltare l’altro. L’amore è impegno e scelta; l’apatia è un segnale del fatto che c’è qualcosa che sta mancando. Essa ti aiuta a comprendere che cosa non va e dove fermarti per riordinare le idee e poi comunicare all’altro la tua sofferenza. Se imparerai a riconoscere questo segnale, potrai imparare a fermarlo in tempo e invece di chiuderti al mondo, potrai provare ad esternare le sensazioni ed i sentimenti di sofferenza che provi alle persone a te care.

Come sconfiggere l’apatia?

  • Comunicare è fondamentale. Prova ad esternare al tuo partner cosa provi, e al contempo mettiti in suo ascolto Essere disposti a confrontarsi e a superare insieme le difficoltà, permette di gettare basi solide per far fiorire la vostra relazione.
  • Identifica con il tuo partner dei piccoli obiettivi comuni. Dei momenti di condivisione che possano portare leggerezza nella vostra relazione ed al contempo che vi permettano di passare del tempo di qualità insieme. Ad esempio preparare la cena oppure fare una passeggiata. Dedicatevi del tempo per raccontarvi la vostra giornata, per ascoltarvi e per poter condividere non solo ciò che funziona ma anche tutto ciò che non funziona, assumendo un approccio propositivo alla ricerca di una soluzione comune.

È dai momenti di paura, di sofferenza, dalle situazioni difficili che si colgono ulteriori lati dell’altro ma anche di noi stessi ed il ritiro è fisiologico per metabolizzare il nostro sentire prima di essere pronti ad accogliere anche quello dell’altro. Per cui non bisogna confondere un ritiro consapevole e volontario in sé, volto alla comprensione delle proprie emozioni, con la chiusura che l’apatia provoca verso il proprio sentire.

Quando preoccuparsi dell’apatia?

Come abbiamo detto, l’apatia è uno stato che tutti viviamo più volte durante la nostra vita, ma è opportuno prestarle attenzione e tenerla monitorata. Quando percepisci che lo stato di apatia perdura per un periodo di tempo prolungato, impedendoti di non riuscire a fare quelle semplici attività che scandivano la tua routine, come ad esempio la solita passeggiata dopo cena, allora, è bene chiedere un supporto esterno, che insieme a te, ti aiuti a ritrovare la motivazione ed a individuare la fonte che prosciuga le tue energie.

Ma prima di fare questo, ci sono ancora delle piccole attività che puoi provare a mettere in campo da solo per iniziare ad aiutarti.

Ed ecco che ancora una volta la psicologia positiva viene in tuo aiuto.

Come?

  • Fissa il momento. Prova ad appuntare su un post-it il pensiero, l’emozione o la sensazione particolare che provi in quell’istante. Oppure, a fine giornata, su un diario ripensa e scrivi gli stati d’animo che hai sperimentato durante la tua giornata. Questo lavoro permetterà a te stesso di darti il tempo di elaborare ciò che hai vissuto dedicandogli la giusta attenzione. Praticare la consapevolezza ti permetterà di riconoscere ciò che ogni giorno caratterizza la tua vita, identificando le fonti di emozioni negative e positive.
  • Concentrati sui tuoi cinque sensi. Cerca di ritagliarti del tempo durante la giornata per concentrarti sul tuo respiro, su ciò che senti e hai sentito, sulle tue sensazioni fisiche ed emotive ed accoglile. Nel prendere consapevolezza di te stesso e delle tue emozioni, inizierai a ridurre il livello di stress interiore, portando calma e pace alla tua mente. Questa è una piccola pratica Mindfulness che ti allena a dirigere l’attenzione in modo consapevole verso ciò che hai fatto e che stai facendo. Ti permetterà di avere una visione chiara del momento che stai vivendo e ti aiuterà ad accettarlo in maniera non giudicante.
  • Assapora le piccole fonti di piacere che arricchiscono le tue giornate. Presta attenzione al calore di una tazza calda quando la tieni tra le mani, gustati quella pizza che ti piace tanto, accogli la bellezza di un paesaggio che scorre davanti a te mentre stai guidando. La pratica del Savoring ti insegna a mantenere le emozioni e sensazioni positive che sperimenti durante la giornata. In questo modo potenzierai le emozioni positive che, un po’ come l’effetto domino, ti porteranno ad avere una visione più positiva anche di tutto il resto.

Se inizi a modificare la prospettiva con cui vedi e giudichi gli eventi che si presentano nella tua quotidianità, riuscirai a trovare nuovi modi per affrontare le sfide e gli ostacoli che troverai lungo il tuo percorso, mantenendo comunque uno sguardo di gratitudine verso la tua vita. Queste pratiche ti permetteranno così di delineare una scala valoriale in termini di priorità, essenziali per farti sentire bene con te stesso. Ti aiuteranno a divenire consapevole di cosa ti piace, di cosa attiva la tua attenzione e di cosa ti fa sentire appagato. Ti direzionano a praticare uno stile di vita più in linea con la vera identità del tuo Io.

Solo quando il tuo Io interiore si sentirà ascoltato e riconosciuto sperimenterai uno stato di serenità.

Se provi apatia, forse devi solo ricominciare da te stesso:

Tu sei la persona più importante di tutte nella Tua vita, sei Tu il tuo motore, la tua spinta.

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Bibliografia:

Bradshaw, E.L., Donald, J.N, & Sahdra, B.K. (2019). Mindfulness and Its Association With Varied Types of Motivation: A Systematic Review and Meta-Analysis Using

Self-Determination. Sage Journals, 46(7).

Diego, P. (2023). Apatia e insoddisfazione. La Mindfulness viene in aiuto.

Neff, K. (2019). La self -compassion. Il potere dell’essere gentili con se stessi. FrancoAngeli.

Lara Zucchini

Psicologa per il benessere a Crema e online in tutto il mondo, docente universitaria, Speaker di Psicologia Positiva.

Di cosa mi occupo

My Inner Experience

Un viaggio dentro e fuori di sé per vedere, esplorare e sentire le proprie risorse, al fine di agirle nella propria vita.

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