Discorsi motivazionali ai dipendenti: ecco qualche consiglio

Motivare i propri collaboratori attraverso le parole, costruendo discorsi ricchi di significato, è utile per l’azienda, ma difficile da mettere in pratica. In questo articolo troverai non solo la spiegazione del perché sia fondamentale avere dei collaboratori motivati, ma anche alcuni consigli pratici per riuscirci. Partiamo da una domanda: 

Ti sei mai chiesto come aumentare la motivazione di un collaboratore?

La maggior parte delle persone ritiene che l’aumento dell’engagement e della soddisfazione lavorativa sia strettamente proporzionale all’aumento di benefit economici. Eppure, in questo articolo scoprirai che non è proprio così. Sì, la retribuzione è importante, rende accessibile la soddisfazione dei bisogni primari, ma serve molto altro per mantenere alta la motivazione dei propri dipendenti ed essere certi che svolgano il lavoro al meglio delle loro possibilità, mantenendo un clima di serenità e collaborazione

Facciamo un passo indietro:

Cosa si intende per motivazione? 

La motivazione è quel processo che ci fa sentire stimolati e che ci spinge a compiere delle azioni specifiche al raggiungimento di un obiettivo (Avallone, 1994).

Nasce da un bisogno che sentiamo nostro, quindi della presenza di un problema che ci porta a generare un impulso verso la sua risoluzione. Di conseguenza, per motivare i nostri collaboratori abbiamo bisogno di direzionare la loro motivazione verso un obiettivo specifico e attivare in loro una spinta. 

Secondo le Teorie dei Bisogni di Maslow (1954), McClelland (1985) e Herzberg (1959) la motivazione è determinata da: 

  • Locus of control: ovvero a “chi” attribuiamo la riuscita di un compito. A noi stessi, al nostro team, al capo o all’azienda stessa. 
  • Stile di attribuzione: le modalità e le convinzioni con cui vengono attribuiti i riconoscimenti.
  • Senso di autoefficacia: quanto sentiamo di aver contribuito al raggiungimento di tale obiettivo.
  • Autostima: l’opinione che abbiamo di noi stessi e le sensazioni che proviamo dopo la riuscita di un compito. 

La motivazione sul luogo di lavoro è la spinta interiore che ci sprona ad impegnarci con diligenza e serietà nel compimento dei nostri compiti. Una volta soddisfatti gli aspetti lavorativi “tangibili”, ossia la retribuzione e le condizioni base di lavoro, per generare motivazione bisogna agire sui fattori che Herzberg (1987) definisce “motivanti”, ovvero quelli “intangibili”. I fattori “motivanti” comprendono l’opportunità di crescita professionale, il senso di responsabilità, di riconoscimento e la soddisfazione. Se puntiamo a motivare i nostri collaboratori, attiviamo in loro dei processi di crescita psicologica volta alla ricerca della realizzazione, al riconoscimento, al miglioramento continuo ed alla gestione delle responsabilità.

Il Gallup’s State of the Global Workplace Report esamina annualmente la motivazione dei dipendenti in tutto il mondo. I suoi risultati mostrano che le aziende con alti livelli di engagement dei collaboratori sono più produttive e redditizie, oltre a presentare livelli di assenteismo e turnover bassissimi. 

È possibile motivare i dipendenti tramite le parole?

Certo che sì! Persino utilizzando solamente le parole riuscirai a smuovere e riattivare la fiamma interna della motivazione di ogni tuo singolo collaboratore. Le parole sono il mezzo più utilizzato per comunicare e sono fondamentali soprattutto quelle del leader di un gruppo, perché vengono ascoltate e colte da molte persone. 

E’ bene ricordare che le parole hanno sempre un peso. Per questo è importante soffermarsi sullo stile di comunicazione che viene utilizzato all’interno del nostro contesto aziendale, perché lo stesso messaggio lo si può diffondere in diversi modi ma non sempre sortisce lo stesso effetto motivazionale. 

Durante la comunicazione è essenziale valorizzare e coinvolgere le singole persone. Si parla in questo caso di Work Engagement. Ovvero “uno stato mentale positivo e di soddisfazione nei confronti del proprio lavoro caratterizzato da vigore, dedizione e immersione” (Schaufeli, Salanova, Gonzale- Romà, & Bakker, 2002).

L’innalzamento dell’engagement lo si ottiene da un maggiore coinvolgimento del personale, facendolo sentire parte dell’azienda. Trasmettendo loro fiducia ed affidando incarichi di responsabilità. Mentre, quando parliamo di Employee Engagement facciamo riferimento alla misura in cui i collaboratori sono coinvolti nel loro ambiente lavorativo e si mostrano motivati a contribuire al successo dell’azienda. Allora sì, quando il dipendente è “ingaggiato”, ovvero coinvolto, diviene una risorsa preziosa per l’azienda. Il coinvolgimento è importante perché diminuisce il turn over e riduce l’assenteismo, apporta maggiore performance professionale nei dipendenti e un aumento della produttività aziendale. 

Ma quando si parla di comunicazione efficace e quando di inefficace? 

Una buona comunicazione capace di favorire l’engagement permette a tutti i membri di un team di comunicare in modo chiaro e trasparente riguardo agli obiettivi da raggiungere. Inoltre fornisce feedback costruttivi sulla modalità di lavoro. Questa tipologia di comunicazione orientata al supporto crea un ambiente di lavoro positivo e stimolante, oltre a promuovere la fiducia e la collaborazione tra i colleghi. 

Nel caso contrario, una comunicazione che passa prevalentemente tramite, ad esempio, email formali e/o vaghe, senza lasciare spazio a domande o chiarimenti, provoca confusione riguardo agli obiettivi da raggiungere, innescando nei collaboratori senso di frustrazione e disimpegno. La mancanza di una comunicazione aperta innalza i livelli di tensione e diminuisce la produttività. 

Secondo gli studiosi del MLT (Motivating Language Theory) un buon discorso di incoraggiamento ai propri dipendenti dovrebbe essere caratterizzato da tre elementi ben bilanciati tra di loro: 

  • Riduzione dell’incertezza: è necessario fornire informazioni su come affrontare con precisione i compiti a loro assegnati, con istruzioni di facile comprensione;
  • Empatia: è importante mostrare di tenere al lavoratore in quanto membro dell’organizzazione, tramite gratitudine ed incoraggiamento delle attività svolte o riconoscimento delle difficoltà lavorative;
  • Creazione di senso: connettere gli obiettivi e gli scopi dei singoli alla mission dell’azienda, facendoli sentire parte di un tutt’uno. 

I discorsi volti a comunicare il senso di importanza di ogni singolo membro dell’azienda gratificano i soggetti che vi appartengono facendoli sentire parte di un intero. Far percepire al collaboratore che il suo ruolo è rilevante all’interno dell’impresa aumenta la sua soddisfazione verso l’ambiente lavorativo in cui si trova e gli permette di sentirsi parte attiva dell’organizzazione stessa. 

Discorsi motivazionali aziendali: qualche consiglio

L’aumento della motivazione sul lavoro va di pari passo con la possibilità di crescita personale e professionale. Al contrario, le realtà che non offrono possibilità di crescita e realizzazione fanno sentire chi vi è all’interno bloccato ed insoddisfatto. Questo tipo di contesto rende molto faticoso dare un significato ed un valore al proprio operato. In situazioni come queste sarà difficile aspettarsi che i collaboratori prendano a cuore gli obiettivi dell’azienda.

Qui sotto troverai alcuni spunti pratici per aumentare l’engagement dei tuoi collaboratori: 

  • Promuovere il bagaglio di competenze e conoscenze dei propri collaboratori, ad esempio con corsi di aggiornamento e dando loro la possibilità di crescita professionale, in questo modo anche la loro motivazione aumenterà.
  • Delegare i compiti e responsabilità in base ai punti di forza e le capacità del ruolo di ogni singolo innalza il senso di autoefficacia e realizzazione percepita. 
  • Inserire nel programma aziendale attività di team building e di gruppo migliora la collaborazione, la motivazione e il benessere generale. Inoltre, attività come escursioni e ritiri aziendali facilitano l’instaurarsi di legami e danno la possibilità di distendere la mente dalle attività di tutti i giorni.
  • Introdurre dei riconoscimenti aziendali che vadano a valorizzare la persona e il suo operato è un ottimo modo per innalzare il morale e la produttività del singolo. 
  • Creare degli spazi aperti di comunicazione, dove ognuno può esternare feedback estremamente utili per lo sviluppo e crescita aziendale.

Favorire l’equilibrio tra vita e lavoro è uno dei requisiti base affinchè possa regnare un clima di benessere lavorativo. Martin Seligman, il padre della Psicologia Positiva, ha identificato cinque dimensioni fondamentali per il benessere ed il raggiungimento della felicità. È possibile considerare il modello PERMA anche nello sviluppo di un clima lavorativo di benessere nella propria azienda. 

In che modo? 

  • Emozioni positive (P): l’attività lavorativa, quando crea soddisfazione per il perseguimento degli obiettivi, suscita emozioni positive come la passione e l’entusiasmo che portano a sperimentare gratificazione personale.
  • Engagement (E): quando il coinvolgimento nelle attività lavorative impegna mentalemente i propri collaboratori, essi esperiscono un senso di coinvolgimento e partecipazione.
  • Relazioni ( R): favorire lo sviluppo di relazioni positive e di supporto sul luogo di lavoro può promuovere un senso di appartenenza e contribuire al senso dello scopo comune. 
  • Significato (M): delineare degli obiettivi lavorativi chiari facilita la costruzione del senso di scopo e significato del lavoro di ogni singolo collaboratore.
  • Realizzazione (A): perseguire e raggiungere gli obiettivi professionali ma anche superare sfide ed ostacoli sono azioni in grado di attivare sensazioni di realizzazione e orgoglio, essenziali per il benessere personale. 

Se vuoi mettere in pratica ciò che hai appreso da questo articolo puoi contattare me ed il mio team, per costruire insieme un discorso motivazionale adatto ai tuoi dipendenti. 

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Bibliografia: 

Auteri, E. (1998). Management delle risorse umane. Fondamenti professionali, Guerini e Associati, Milano.

Avallone, F. (1994). Psicologia del lavoro. La Nuova Italia Scientifica, Roma. 

Rheinberg, F. (1997). Psicologia della motivazione. Il Mulino, Bologna.

Mcginn, D. (2017). How the Science of Mental Preparation Can Help You Succeed. Psyched Up. 

Lara Zucchini

Psicologa per il benessere a Crema e online in tutto il mondo, docente universitaria, Speaker di Psicologia Positiva.

Di cosa mi occupo

My Inner Experience

Un viaggio dentro e fuori di sé per vedere, esplorare e sentire le proprie risorse, al fine di agirle nella propria vita.

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