Perché lo stato di flow è un ottimo modo per coltivare la positività | Lara Zucchini - Psicologa per il Benessere e Coach Strategico
Perché lo stato di flow è un ottimo modo per coltivare la positività

Sei mai stato tanto immerso e concentrato in un’attività da perdere la cognizione del tempo? Se la risposta è sì, e se ci pensi bene è probabile che lo sia, hai vissuto il cosiddetto stato di flow. Vediamo insieme di cosa si tratta.

 Il flusso, in inglese flow, è uno stato mentale per cui ti senti completamente coinvolto e immerso in un compito impegnativo e appassionante. Ad ogni mossa ne segue un’altra in modo perfetto, senza alcuna fatica e come se agissi in modo predeterminato, mentre il tempo sembra fermarsi e volare insieme. La concentrazione è altissima, ma non pensi consciamente a ciò che stai facendo. Sei più presente che mai, ma contemporaneamente ti senti al di fuori del tempo e dello spazio.

Si tratta ad esempio della condizione in cui si trova un musicista mentre compone o suona un suo pezzo oppure della situazione che vive ogni atleta che sia completamente immerso nel suo movimento. Nel mondo dello sport, questo concetto è noto con il nome di trance agonistica e, secondo uno studio recente, persino giocare ai videogiochi può dare vita ad un’esperienza di flusso.

“Contrariamente a quello che abitualmente crediamo, i momenti migliori delle nostre vite non sono passivi, ricettivi, rilassanti… I momenti migliori, di norma, occorrono quando il corpo e la mente di una persona sono portati al proprio limite in uno sforzo volontario per realizzare qualcosa di difficile e meritevole”. 

Mihaly Csikszentmihalyi 

Lo stato di flow è riconosciuto dalla scienza e da varie culture, soprattutto orientali, da migliaia di anni. A tal proposito, nell’antica Grecia si parlava di estasi per indicare uno stato mentale in cui ci si sente “fuori da sé”. Nonostante quindi si tratti di un concetto già noto, il primo a dedicarvi attenzioni a livello scientifico è stato lo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi, che negli anni ’70 si è interessato a quegli artisti che si perdevano nel loro lavoro, dimenticandosi di mangiare e dormire. Egli sceglie quindi il termine “flow” per descrivere una sorta di corrente, un momento in cui mente e corpo, assorbiti totalmente in una data azione, entrano in una condizione di concentrazione armonica. Un’esperienza ottimale il cui la prestazione è al culmine e lo stato d’animo positivo. Quando sei nel flow, sei semplicemente felice: è l’attività stessa a darti piacere e a gratificarti.

Non è magia! La scienza dimostra che, tra le altre cose, tutto ciò è dovuto ad una diminuzione nell’attività della corteccia frontale. Alcuni esperti ipotizzano anche che si verifichi una sincronizzazione nell’attività dei neuroni e che questo particolare stato mentale abbia a che fare con le onde theta.

Donna completamente assorta e concentrata.

Quali sono di preciso gli elementi che costituiscono l’esperienza del flusso?

Proviamo a riassumere in modo più schematico quali sono le componenti di questa particolare esperienza, così da poterla riconoscere più facilmente. A tal proposito, Csikszentmihalyi ha individuato alcuni fattori fondamentali e comuni alle esperienze di flow:

  •   Ti senti talmente concentrato sul compito da ignorare le distrazioni senza alcuno sforzo, e ciò ti porta a vivere il momento presente.
  •   Si verifica una perdita dell’autoconsapevolezza e il senso di sé sembra svanire.
  •   La percezione del tempo si altera e non ti rendi più conto del suo scorrere. In particolare, a seconda dell’attività il tempo sembra passare più velocemente o più lentamente, ma sempre in modo piacevole.
  •   Hai la percezione di avere tutto sotto controllo, di poter dominare la situazione: ti senti sicuro di te. Le ansie e le preoccupazioni svaniscono e non hai paura di sbagliare. Questo perché ansie e paure sono legate al passato o al futuro, mentre il flow porta a vivere più che mai il momento presente. La mente quindi placa il chiacchiericcio interiore che ti accompagna abitualmente, liberandoti dai giudizi e dalle critiche.
  •   L’attività genera piacere puro, indipendentemente da senso del dovere, aspettative future e ricompense. L’esperienza del flow è quindi fine a se stessa: viverla è la ricompensa. Per questo, il flusso in genere non emerge da un’attività che non ti piace e che non è per te significativa.
  •   Sei talmente assorto, concentrato e impegnato da far apparire l’azione estremamente naturale, fluida, autentica e istintiva. In un certo senso, diventi tutt’uno con ciò che fai e non senti alcuna fatica.

Come si raggiunge l’esperienza di flow?

Anche se oggi gli impegni quotidiani e la velocità frenetica delle nostre vite rende molto più difficile sperimentare questo stato di assoluta concentrazione, ci sono comunque dei modi per poterci riuscire. Csikszentmihalyi ritiene che ci siano principalmente tre requisiti che devono essere rispettati affinché possa verificarsi uno stato di flusso:

  •   In primo luogo sono necessari degli obiettivi chiari: devi essere ben consapevole di cosa vuoi raggiungere e di come farlo.
  •   L’attività non deve essere né troppo facile, poiché non mettendo alla prova le tue competenze si creerebbe un senso di noia, né troppo difficile, dal momento che porterebbe stress e frustrazione. È necessario che la sfida e le tue capacità siano ben bilanciate.
  •   L’effetto dell’azione, detto feedback, deve esserti percepibile in modo chiaro e immediato. Che si tratti di un’emozione, di un segnale del corpo o di un rinforzo esterno, i feedback sono messaggi importanti per capire come stai lavorando per raggiungere il tuo obiettivo.

 Lo stato di flow si associa ad un momento di alta performance rilassante: anche se il compito è impegnativo e sfidante, ti senti rilassato e ottieni ottimi risultati. In generale, sembra proprio che sia un ottimo modo per coltivare la felicità… e come se non bastasse, dato il coinvolgimento di dopamina, serotonina ed epinefrina, il flow genera una vera e propria dipendenza!

E tu, ti sei accorto di aver vissuto questo incredibile stato mentale? Sai quale attività te lo suscita? Scrivilo nei commenti!

Fonti

Se ti interessa approfondire, ti consiglio di leggere Flow di Mihaly Csikszentmihalyi.

 

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