La magia del Natale nel qui ed ora: per concederti il dono di essere presente

Sii consapevole di quel momento perfetto in cui tutto ciò che hai è qui e ora.
– Thich Nhat Hanh

Quando pensiamo al Natale, è facile immaginare il calore degli affetti, le risate che riempiono la casa, i regali pensati con cura, le luci che trasformano la notte in magia. Questi sono i momenti che associamo al vero significato delle feste, gli istanti che vale la pena vivere appieno.

Eppure, quante volte, invece di godere davvero di questi momenti, ci ritroviamo con la mente altrove? 

Preoccupati dei preparativi, stressati per i regali da comprare o per fare in modo che tutto vada secondo i piani. Il Natale si trasforma da momento da assaporare nell’ennesimo evento da gestire. Ci dimentichiamo di apprezzare ciò che accade nel presente mentre la nostra mente è già proiettata al futuro, a ciò che deve ancora accadere o che non abbiamo fatto accadere. Questa corsa continua non è esclusiva delle festività ma è un riflesso di come viviamo ogni giorno.

Se ti sembra di riconoscerti in ciò che stai leggendo, non sentirti in errore: il nostro cervello è naturalmente orientato verso il futuro. Non è un caso che, in ogni istante, siamo in grado di immaginare ciò che potrebbe accadere, pianificare e fare previsioni. Questa capacità, di per sé, non è dannosa, anzi, è una risorsa fondamentale per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere. Ecco perché concentrarsi sul momento presente può risultare difficile: non è una capacità innata, ma un vero e proprio allenamento.

Non solo: la società di oggi ci spinge costantemente a cercare il miglioramento, a puntare sempre più in alto, a raggiungere traguardi su traguardi. Quando ci concediamo un momento per noi stessi e ci fermiamo per apprezzare ciò che abbiamo, spesso ci sentiamo quasi in colpa, come se stessimo trascurando qualcosa di fondamentale. C’è sempre quell’eco che ci dice che se non stiamo già lavorando sul nostro prossimo obiettivo rischiamo di perdere tempo, di diventare inutili, di non essere abbastanza. Ma quei momenti di pausa, in cui davvero ci fermiamo, sono sacri. Sono quelli che ti permettono di ricaricarti, di riconnetterti con te stesso, di ritrovare la tua energia. Non è tempo perso, ma tempo fondamentale per poter tornare più forte, più presente, più vero.

Vivere così fortemente proiettati al futuro ci fa dimenticare di essere nel qui e ora. La nostra mente rimane incastrata nelle liste interminabili di cose da fare, nei desideri non ancora realizzati, nelle aspettative che non si placano mai. In questo vortice di attività, la perfezione diventa il nostro obiettivo. Questo meccanismo si riflette anche durante le festività come il Natale: il pranzo deve essere perfetto, i regali devono essere quelli giusti, la casa deve risplendere. Ma quando investiamo ogni grammo della nostra energia nel cercare di fare tutto nel miglior modo possibile rischiamo di non accorgerci della bellezza che sta accadendo proprio in quel momento. La perfezione, invece di assicurarci felicità, finisce per distoglierci dalla possibilità di vivere il nostro “qui e ora”.

Allora, perché non provare a rallentare? 

Non intendo di fermarti completamente, ma semplicemente procedere con un passo diverso, più lento, che ti permetta di sentirti veramente nel presente.

Non c’è nulla di sbagliato nel concederti un attimo di respiro, nel non pensare a ciò che manca ma solo a ciò che già c’è. Vivere pienamente il presente è un atto di cura verso te stesso. 

E quale momento migliore del Natale per iniziare a farlo? 

Il Natale, infatti, può essere l’occasione perfetta per donarti la possibilità di vivere il presente senza l’ansia di dover fare tutto in modo impeccabile e per imparare ad apprezzare ogni attimo così com’è.

Se ti stai chiedendo: “Questo Natale, cosa posso fare di più?”, sappi che la risposta è inversamente proporzionale alla tua domanda: non hai assolutamente bisogno di fare di più!

Forse, per una volta, è sufficiente fare meno per lasciare spazio all’essere più presenti, più consapevoli, più allineati a se stessi e ai propri valori. Perché il vero significato del Natale non sta nel conquistare una perfezione irraggiungibile ma nel viverlo, così com’è. In questo modo è possibile sentire il Natale come un dono, così come dovremmo vivere ogni nostro giorno. 

In questo articolo voglio aiutarti a dirigere la tua attenzione proprio su come imparare a sentire di più piuttosto che fare di più. Come apprezzare le piccole cose che ti circondano: una strada illuminata, una canzone natalizia o anche il respiro che prendi mentre fai l’ultimo acquisto. 

Questo Natale, concediti il tempo di sentire, di vivere ogni istante con consapevolezza.

Perché la nostra mente si proietta nel futuro?

Non è un difetto personale quello di trovarsi spesso con la mente lontana dal presente. Al contrario, la tendenza del nostro cervello a vagare tra il passato e il futuro è un meccanismo naturale, evolutivamente radicato, che svolge una funzione importantissima. Si tratta di un sistema di protezione e adattamento. Non è solo un “vagabondaggio mentale” senza scopo, ma un processo che prepara il tuo corpo e la tua mente ad affrontare ciò che ti attende, aumentando le tue probabilità di sopravvivenza e di successo.

A cosa ci è utile ?

A prevedere cosa potrebbe accadere e prepararsi al meglio quando qualcosa ci sta a cuore. È particolarmente utile quando affrontiamo situazioni nuove, incerte, o a cui teniamo particolarmente. Ad esempio, quando dobbiamo affrontare un viaggio, iniziare un nuovo lavoro, oppure organizzare una festa. In questi contesti la nostra mente anticipa tutti i possibili scenari per darci la possibilità di essere pronti a gestirli.

Un fenomeno ben noto chiamato Mind-wandering (vagabondaggio mentale) è stato studiato da neuroscienziati come Matthew Killingsworth della Harvard University, il quale ha scoperto che il 46,9% del nostro tempo di veglia viene trascorso con la mente distratta, spesso proiettata nel futuro. 

Questo è un comportamento radicato nel nostro cervello primitivo che cerca sempre di anticipare ciò che accadrà, per proteggerci da potenziali minacce o cogliere opportunità.

Anche Seligman e Csikszentmihalyi nel campo della psicologia positiva hanno evidenziato come  la nostra mente è progettata per aspirare al futuro, cercando costantemente di migliorare e progredire. Tuttavia, quando questo meccanismo diventa troppo dominante ci può allontanare dal momento presente, facendoci dimenticare di vivere veramente.

Quando la proiezione diventa un ostacolo

La nostra naturale tendenza a proiettarci nel passato e nel futuro non è di per sé un problema. Al contrario, è un meccanismo evolutivo che ci ha permesso di sopravvivere, imparando dai nostri errori e preparandoci per le sfide future. Tuttavia, quando questo processo diventa un’abitudine costante, può trasformarsi in un ostacolo per il nostro benessere.

Se la nostra mente è continuamente occupata da rimpianti sul passato o preoccupazioni per il futuro, rischiamo di perdere il contatto con il presente. Questo ci impedisce di vivere davvero il momento mentre la nostra vita scorre senza essere pienamente vissuta.

La psicologa Susan David, nel suo libro Emotional Agility, ci ricorda che non è sbagliato riflettere sul passato o proiettarsi nel futuro ma è essenziale non lasciarsi sopraffare da questi pensieri. Imparare a riconoscere quando la mente si distrae e riportarla al presente ci aiuta a essere più resilienti e sereni.

Martin Seligman afferma che concentrarsi troppo sul futuro ci fa perdere di vista il valore del presente. Anche se immaginare ciò che accadrà può motivarci, rischiamo di vivere più nella “realtà dei nostri pensieri” che nella realtà che ci circonda. Seligman sottolinea che la felicità non si trova solo nel raggiungere traguardi futuri, ma nell’esperienza del presente. 

Il Natale: un evento da gestire o qualcosa da sentire?

Continuare a proiettare la nostra attenzione su ciò che manca, non ci permette di apprezzare davvero ciò che abbiamo e ciò che viviamo anche durante il Natale. Pensiamo continuamente a cosa dobbiamo fare: “Ho comprato tutti i regali? La casa è abbastanza decorata? Sarà tutto perfetto?”. Questi pensieri ci portano via dal presente, facendoci preoccupare di come andranno le cose piuttosto che vivere ciò che sta succedendo ora.

Ad esempio, mentre prepariamo il pranzo di Natale o aspettiamo l’arrivo degli ospiti, potremmo essere più concentrati su come dovrebbero andare le cose piuttosto che sulla bellezza di quel momento: 

“Spero che la cena venga bene” 

“Forse avrei dovuto apparecchiare diversamente”

“Devo ricordarmi di fare un augurio speciale a ciascuno”

Sono tutti pensieri legittimi ma se ci lasciamo dominare da questi, rischiamo di perdere il calore delle conversazioni, il sorriso delle persone che amiamo, il piacere di una risata in famiglia. Non stiamo davvero vivendo il Natale; siamo troppo presi a pianificare e preoccuparci di ciò che ancora deve venire.

Viviamo nella realtà immaginata mentre la bellezza del presente sfugge. È esattamente in questi casi che Seligman ci invita a fermarci e apprezzare ciò che è davanti a noi, senza rincorrere un futuro che non è ancora arrivato.

Se ti stai chiedendo come fare, questo è il momento in cui la mindfulness può davvero fare la differenza. Imparare a riconoscere quando la mente si allontana dal presente è il primo passo per riportarla gentilmente al “qui e ora”. Non si tratta di fare tutto perfettamente, ma di esserci veramente: assaporare il piatto che stiamo mangiando, godere di una chiacchierata con gli amici, o semplicemente apprezzare una pausa di respiro tra un’attività e l’altra. 

Quindi, questo Natale, prova a fare un passo indietro,  nota quando la tua mente sta vagando e concediti il permesso di non essere perfetto. 

Mindfulness come strumento per ritornare nel presente

La mindfulness è proprio ciò che ci aiuta a combattere questa “corsa mentale” ovvero l’abilità  di portare la nostra attenzione al momento presente in modo intenzionale, senza giudizio (Jon Kabat-Zinn,1990). In altre parole, praticare la mindfulness vuol dire imparare ad essere pienamente presenti in ciò che stiamo facendo, che si tratti di una conversazione, di un’attività quotidiana o anche di una sensazione fisica, come il respiro. Non si tratta di forzare la mente a smettere di pensare, ma di imparare a osservare i nostri pensieri, emozioni e sensazioni senza essere sopraffatti da essi.

Studi scientifici hanno dimostrato che la mindfulness ha effetti positivi sul nostro benessere mentale e fisico. Ad esempio, ricerche condotte da Jon Kabat-Zinn, uno dei principali esperti in questo campo, hanno evidenziato che le pratiche di mindfulness sono in grado di ridurre lo stress, migliorare la concentrazione e aumentare la resilienza. Inoltre, la psicologa Susan David afferma che l’allenamento alla consapevolezza ci aiuta a diventare più agili emotivamente, cioè a gestire meglio le nostre emozioni senza essere “schiacciati” da esse.

In sostanza, praticare mindfulness significa imparare a “essere” invece di “fare”, permettendoci di vivere più serenamente e con maggiore attenzione a ciò che realmente conta, momento per momento. Ci aiuta a essere più consapevoli di ciò che accade nel momento presente, senza giudicare, senza rimpiangere il passato o temere il futuro. 

Praticare la mindfulness ci permette di staccarci da quel flusso continuo di pensieri che ci trascinano fuori dal presente. Questo è un esercizio di consapevolezza che possiamo imparare e perfezionare, proprio come un muscolo che va allenato. 

Non si tratta di “fermare” il nostro cervello, ma di creare spazi in cui possiamo osservare senza essere sopraffatti dai nostri pensieri.

In conclusione, sebbene sia naturale che la tua mente vaghi tra passato e futuro, è altrettanto importante imparare a riconoscere quando queste proiezioni ti allontanano dal presente e quando ti impediscono di godere ciò che vivi. La mindfulness, quindi, non è solo una pratica per ridurre lo stress, ma una vera e propria risorsa per vivere pienamente nel presente, senza essere intrappolati nei meccanismi evolutivi che ci spingono sempre avanti. Non è un processo perfetto, ma è un viaggio che, passo dopo passo, ti avvicina a una maggiore consapevolezza di te e del mondo che ti circonda.

Principi fondamentali della Mindfulness 

Uno dei principi fondamentali per la mindfulness è capire e accettare con gentilezza che è naturale che la mente si sposti continuamente tra ricordi passati e preoccupazioni per ciò che deve ancora accadere. Non devi sentirti in errore o inadeguato quando ciò accade. Al contrario, accettare questa difficoltà è il primo passo per imparare a vivere con maggiore consapevolezza.

Per questo come prima cosa : normalizza il fatto che la mente vaghi. Avere pensieri su ciò che è stato o su ciò che sarà non significa che stiamo fallendo nel vivere nel presente. Anzi, è un’esperienza umana universale. Siamo esseri complessi, con emozioni, preoccupazioni e aspettative, e spesso la mente cerca di risolvere problemi passati o pianificare il futuro. Essere consapevoli di questa naturale tendenza aiuta a non giudicarci duramente e a liberarci dal peso del senso di colpa quando non riusciamo a concentrarci completamente sul “qui e ora”.

In questo contesto, è utile ricordare che non esiste un modo giusto o sbagliato di essere mindful. Non è necessario essere perfetti nell’arte di vivere il momento presente. La mindfulness non richiede che la nostra mente sia costantemente calma o focalizzata, ma piuttosto che impariamo a notare quando la mente ci porta altrove e, con gentilezza, riportarla al presente. Prova a vedere questo processo di ritorno non come un “fallimento”, ma come un’opportunità per esercitare la tua consapevolezza. Ogni volta che ti accorgi che la mente è scivolata fuori dal presente, puoi trattarti con compassione, senza giudicarti.

Un altro elemento fondamentale nella mindfulness è l’osservazione senza giudizio. Imparare a osservare i nostri pensieri e sentimenti senza “etichettarli” come giusti o sbagliati ci permette di sviluppare una relazione più sana con noi stessi. Quando notiamo di non essere nel presente, invece di sentirci frustrati o colpevoli, possiamo accettare semplicemente che sia successo e ritornare alla realtà senza criticarci. Ogni momento in cui diventiamo consapevoli della nostra distrazione è un passo verso una maggiore presenza, un passo che ci avvicina a una visione più equilibrata di noi stessi e del nostro mondo.

La difficoltà di vivere nel presente non è un difetto, ma una parte naturale della condizione umana. Accettarla e trattarti con gentilezza quando fai fatica a stare nel qui e ora è uno dei doni più potenti che puoi offrirti.

Vivere il Natale con Mindfulness: Come essere presenti nel qui e ora

Ora che abbiamo compreso i principi della mindfulness, voglio suggerirti come applicarla nel tuo quotidiano per vivere un Natale più consapevole e ricco di significato. La mindfulness non è solo una pratica da fare su un tappetino da meditazione; è una risorsa che possiamo usare in ogni momento della nostra vita quotidiana. In modo particolare il Natale, con la sua energia speciale e le sue tradizioni, è l’occasione perfetta per portare consapevolezza nelle piccole cose che rendono le feste uniche.

Essere presenti significa, ad esempio, ascoltare con attenzione una chiacchierata con una persona cara, senza pensare a quello che dovremmo fare subito dopo o alle preoccupazioni che abbiamo in mente. Significa gustare ogni boccone di un pranzo natalizio, assaporando i sapori senza fretta, immergendoci in ogni dettaglio. Vuol dire apprezzare il sorriso di un bambino che scarta un regalo, invece di concentrarci su ciò che ci manca o che dobbiamo ancora fare. Vivere con mindfulness ci aiuta a non farci sfuggire questi momenti preziosi, ma a viverli pienamente.

Il bello della mindfulness è che non richiede cambiamenti radicali, ma semplicemente un’attenzione maggiore a ciò che già facciamo. Ecco perché, anche durante il Natale, possiamo introdurre gesti concreti che ci permettano di essere più presenti. 

Parti da TE: A Natale donati di assaporare il presente. Se vuoi conoscere le pratiche che ti suggerisco per concretizzare il tuo Natale nel qui ed ora, ti invito a leggere il mio prossimo articolo, lì ti spiegherò come iniziare a farlo in modo concreto. 

Comincia subito e concediti il tempo di sentire ogni istante.

Bibliografia

Cox, S., Lass. (2018). Consigli per l’agilità emotiva. Gestione infermieristica, 49(7), 56.

David, S. (2016). Emotional agility: Get unstuck, embrace change, and thrive in work and life. Penguin.

Kabat-Zinn, J., & Hanh, T. N. (2009). Full catastrophe living: Using the wisdom of your body and mind to face stress, pain, and illness. Delta.

Killingsworth, M. A., & Gilbert, D. T. (2010). A wandering mind is an unhappy mind. Science, 330(6006), 932-932.

Schacter, D. L. (2002). The seven sins of memory: How the mind forgets and remembers. HMH.

Lara Zucchini

Psicologa per il benessere a Crema e online in tutto il mondo, docente universitaria, Speaker di Psicologia Positiva.

Di cosa mi occupo

My Inner Experience

Un viaggio dentro e fuori di sé per vedere, esplorare e sentire le proprie risorse, al fine di agirle nella propria vita.

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