“Lo stress è tossico, fa male al cuore e dovrebbe essere evitato”
“Lo stress aumenta il rischio di ogni malattia”
Quante volte hai sentito dire queste cose?
Forse hai anche sentito parlare di tecniche per ridurre lo stress e ti sarà capitato più volte di dare la colpa ad esso per molti dei tuoi momenti peggiori. Non sei il solo: la maggior parte di noi ha un rapporto conflittuale con le sensazioni spiacevoli e anche l’ambiente in cui viviamo non ci è d’aiuto, la società, infatti, tende ad offrire l’illusione del “benessere a ogni costo” spingendoci a evitare tutto ciò che è scomodo o difficile.
Ma è davvero questo il modo migliore per vivere? E soprattutto, è vero che lo stress fa sempre male?
Per molto tempo ci è stato insegnato a vedere lo stress come un nemico da combattere e se invece potesse essere una risorsa? Se fosse un segnale che ci aiuta a comprendere cosa è davvero importante per noi, guidandoci verso una vita più autentica?
Devi sapere che lo stress cambia i suoi effetti a seconda di come tu lo percepisci: tutte le volte in cui senti che lo stress ti limita, esso si trasforma in un ostacolo; al contrario se inizi a considerarlo come una risposta naturale del tuo corpo, uno strumento che ti prepara a superare le sfide, allora può trasformarsi in una vera e propria risorsa. Sentire che l’aumento del battito cardiaco e dell’agitazione sono solo modi in cui il tuo corpo si prepara ad aiutarti può cambiare la tua prospettiva. Invece di vederli come indizi a favore del pensiero: “Non posso farcela” , puoi considerarli come segnali che il tuo corpo ti invia per comunicarti che è pronto ad affrontare quelle sfide. Hans Selye, uno dei primi studiosi a esaminare gli effetti dello stress, lo ha descritto come la risposta naturale del corpo, attivata per fronteggiare nuove sfide. È importante sottolineare che Selye non ha mai circoscritto lo stress alle sole esperienze negative ma lo ha considerato in relazione a qualsiasi situazione che richieda azione e adattamento.
Se hai le farfalle nello stomaco, invitale nel tuo cuore.
— Cooper Edens
Vorrei iniziare condividendo un risultato scientifico che potrebbe aiutarti a vedere lo stress sotto una luce diversa, esattamente come è successo a Kelly McGonigal, psicologa americana nota per il suo lavoro nel campo della psicologia della salute e del benessere. McGonigal ha diffuso i risultati di uno studio statunitense del 1998 che offre una prospettiva interessante su questo argomento. In questa indagine, i ricercatori chiesero a 30.000 adulti di indicare il livello di stress vissuto nell’anno precedente e di rispondere a una domanda chiave:
“Credete che lo stress sia dannoso per la vostra salute?”
Otto anni dopo, gli studiosi consultarono i registri pubblici per verificare quali partecipanti fossero deceduti. Il risultato fu sorprendente: il rischio di morte era aumentato del 43% solo tra coloro che, pur avendo sperimentato alti livelli di stress, credevano che questo fosse nocivo per la loro salute. Al contrario, coloro che avevano vissuto molto stress ma non lo percepivano come pericoloso mostravano un rischio di mortalità addirittura inferiore rispetto a chi dichiarava di essere poco stressato!
Dunque non è lo stress in sé a nuocere alla tua salute, quanto piuttosto l’idea che ti fai di lui. Qui entra in gioco un campo di ricerca chiamato Mindset Science, o scienza dell’atteggiamento mentale, che studia come le nostre credenze, aspettative e mentalità influenzano comportamenti, emozioni e pensieri.
Alia Crum, psicologa e docente alla Stanford University, ha confermato attraverso ulteriori ricerche che modificare il modo di pensare allo stress può persino cambiare le risposte fisiologiche del nostro corpo. Questo non implica dover eliminare lo stress, bensì trasformare la concezione che abbiamo di esso, rendendolo un’opportunità per crescere e trovare il coraggio di affrontare nuove sfide.
Ciò che ti stressa è ciò che ti interessa
Lo stress è la risposta a ciò che ti importa davvero, un indicatore delle tue passioni e obiettivi.
Immagina di avere tra le mani il nastro cinematografico della tua vita con al suo interno tutti gli eventi che l’hanno caratterizzata fino ad adesso. Srotolandolo li vedi tutti lì, davanti a te. Immagina di poter tagliare tutte le parti che riguardano eventi che hai vissuto come stressanti: ora il tuo nastro è più corto e contiene solo gli eventi che non ti hanno generato stress. Se potessi tornare indietro nel tempo e decidere quale nastro tenere, sceglieresti quello completo di tutti gli avvenimenti della tua vita oppure quello ridotto che contiene solo ciò che non ti ha stressato?
Sono quasi convinta che la tua scelta ricadrebbe sul primo nastro, quello che contiene anche gli eventi stressanti. Ciò accade perché, rinunciando a tutto ciò che ti causa tensione, elimineresti anche ciò che ti interessa. Ogni evento vissuto al di fuori della propria zona di comfort, ogni traguardo raggiunto e ogni “prima volta” hanno generato un certo livello di stress in te, eppure, sono proprio questi eventi che ti hanno permesso di arrivare dove sei oggi e di essere la persona che sei.
Pensaci: se non provassi stress, probabilmente non staresti realmente investendo in ciò che conta per te, non ti spingeresti oltre la tua zona di comfort e non potresti migliorare lo stato di salute delle diverse aree della tua vita. Pertanto, invece di temerlo, puoi iniziare a considerarlo un utile compagno di viaggio nel percorso verso una vita significativa.
Come avrai compreso, lo stress non emerge solo in situazioni di pericolo ma anche quando c’è qualcosa di importante in gioco. Come afferma Kelly McGonigal (2018): “Ci stressiamo quando i nostri valori sono minacciati e li difendiamo. Ci stressiamo quando abbiamo bisogno di coraggio. Ci stressiamo per entrare in relazione con gli altri.”
Per riuscire a cambiare la visione dello stress Mcgonigal propone tre passi fondamentali:
- Riconosci lo stress: nota quando compare e osserva come si manifesta nel corpo e nella mente.
- Accoglilo come una risposta utile: considera lo stress come una reazione naturale verso qualcosa che ti sta a cuore e merita il tuo impegno.
- Sfruttane l’energia: usa l’attivazione che lo stress genera per concentrarti su azioni concrete, senza disperderla.
Come rispondiamo allo stress: oltre la risposta attacco-fuga
Nel 1915, Walter Cannon, fisiologo di Harvard, descrisse per la prima volta la risposta di “attacco-o-fuga” (fight-or-flight) come una reazione automatica del nostro corpo a situazioni di pericolo o stress percepito. Quando ci troviamo di fronte a una minaccia, reale o immaginaria, il corpo rilascia ormoni come adrenalina e cortisolo, aumentando la frequenza cardiaca, il flusso sanguigno verso i muscoli e la prontezza mentale.
Immagina di essere alla guida della tua auto. All’improvviso, una macchina sbuca di fronte a te. In una frazione di secondo, il tuo corpo entra in modalità attacco-fuga: il sistema nervoso si attiva automaticamente, facendoti prendere una decisione veloce per salvarti la vita. Senza nemmeno pensarci, metti in atto le manovre necessarie per evitare un incidente. In una situazione di questo tipo, probabilmente sentiresti il cuore battere forte, le mani sudate e una scarica di adrenalina in tutto il corpo. È esattamente ciò che accade quando si attiva la risposta attacco-fuga, un sistema evolutivo di sopravvivenza che ha permesso ai nostri antenati di reagire rapidamente ai pericoli, come l’attacco di un predatore.
Ma combattere o scappare non sono le strategie di coping ideali per le sfide della vita di oggi.
Come potrebbe una risposta di attacco-fuga aiutarti a gestire lo stress dei lunghi spostamenti per andare al lavoro o l’ansia di un impiego non sicuro? E cosa succederebbe se ogni volta che le cose diventano difficili scappassi dalle relazioni, dai figli o dal lavoro?
A meno che tu non debba fuggire da un edificio in fiamme, questo tipo di reazione comporta un consumo di energia che è eccessivo e non utile: oltre alle conseguenze negative che avrebbe sia sulla salute fisica che mentale, non ti permetterebbe di raggiungere i tuoi obiettivi. Pensa alle conseguenze che sorgerebbero se evitassi ogni situazione quotidiana che ti genera stress. Immagina di avere un progetto importante che continui a rimandare perché ti causa molta agitazione. All’inizio, evitare di affrontarlo può darti un senso di sollievo, poiché stai allontanando da te ciò che ti spaventa. Tuttavia, col passare del tempo, potresti renderti conto delle opportunità di crescita che stai perdendo, ignorando qualcosa che, per quanto spaventoso, è significativo per te. Evitare di affrontare queste sfide frena la tua evoluzione e può portarti a sviluppare una visione negativa di te stesso, generando un circolo vizioso di pensieri come: “Non sono capace” o “Non ce la farò mai”. Ecco perché la risposta di attacco fuga non è sempre la scelta più adatta per affrontare lo stress.
Quali possono essere, quindi, altre risposte allo stress?
Alle volte capita di affrontare una situazione difficile e sorprendersi a pensare: “Non so come ho fatto, ma ci sono riuscito”. Questo accade tutte le volte in cui metti in atto quella che viene chiamata una “risposta di sfida” (challenge response): il corpo quando avverte un ostacolo mobilita le sue energie, proprio come nella risposta di attacco-fuga, ma in questo caso l’attivazione si traduce in una spinta positiva che aumenta la tua fiducia e trasforma le situazioni stressanti in sfide eccitanti. Accade quando c’è in gioco qualcosa di veramente importante per te e il corpo ti mette a disposizione l’energia e la volontà per agire.
Quando sei in questa modalità, il cervello elabora le informazioni più velocemente, il pensiero diventa più lucido e tutto ciò che non è rilevante passa in secondo piano. Questa risposta è simile a ciò che sperimenta uno sportivo in una gara, un chirurgo durante un intervento o un musicista in un concerto: anche sotto stress, riescono a gestire la pressione e a dare il meglio.
La risposta di sfida rende tutto il corpo pronto ad agire: il respiro diventa più profondo, il battito cardiaco aumenta, e l’adrenalina e il cortisolo rilasciati stimolano i muscoli e il cervello a lavorare nel modo più efficiente. Questa reazione ti consente di usare lo stress come una risorsa, aiutandoti a manifestare abilità fisiche e mentali straordinarie. È una modalità attiva e potenziante che può trasformare il modo in cui affronti le difficoltà, aiutandoti a percepire lo stress come una carica positiva anziché un peso.
Prova a riflettere su questo: cosa cambierebbe nella tua vita se riuscissi a sfruttare lo stress come uno strumento per agire, crescere e migliorare?
La risposta Tend and Befriend
Ti è mai successo di offrire il tuo aiuto ad un amico anche se tu stesso ti trovavi in una situazione difficile o stressante?
Sono certa di sì.
Ripensando a quei momenti, sostenere gli altri ti ha aiutato a gestire meglio il tuo stress?
Se anche in questo caso la tua risposta è sì devi sapere che questo accade perché, di fronte alle difficoltà, il nostro istinto non si limita a caricarci di energia ma ci spinge anche a connetterci con gli altri. Questo è possibile grazie ad una risposta biologica detta “tend and befriend,” per mezzo della quale non solo tendiamo a proteggere chi ci è vicino, ma rafforziamo i legami sociali e troviamo coraggio. Quando siamo sotto stress, questa risposta può motivarci a prenderci cura degli altri e a trarre forza dai legami che instauriamo.
Lo stress, infatti, ha un lato sorprendentemente sociale. Non è solo una questione di “resistere” o “fuggire” come nella risposta di attacco-fuga; può anche darci la spinta a connetterci e a prenderci cura delle persone intorno a noi. Il segreto di questa risposta sociale risiede in un ormone particolare: l’ossitocina.
Conosciuta anche come “la molecola dell’amore” o “l’ormone delle coccole”, essa si attiva quando siamo stressati e ci stimola a cercare sostegno nelle nostre relazioni. Pensiamo a come ci sentiamo meglio dopo un abbraccio o a quando troviamo il coraggio di fare qualcosa grazie alla vicinanza di un amico o di un familiare.
L’ossitocina, però, fa molto di più che avvicinarci agli altri. Riduce la paura e abbassa la tendenza a bloccarci di fronte alle sfide. Questo ormone ci aiuta a superare l’istinto di isolamento o fuga, offrendoci il coraggio di sostenere chi ci sta a cuore.
È sorprendente come lo stress possa effettivamente farci sentire più sicuri nel prenderci cura degli altri.
L’ossitocina ha anche effetti fisici straordinari soprattutto sul cuore che possiede recettori capaci di agganciarla. In questo modo essa contribuisce alla rigenerazione delle cellule del miocardio e alla riduzione dei danni da stress. Così, quando rispondiamo allo stress con connessione e supporto sociale, non solo rafforziamo i legami, ma anche il nostro cuore.
Passa all’azione
Qui di seguito trovi alcune pratiche concrete per iniziare a lavorare su un nuovo atteggiamento nei confronti dello stress. Ti invito a sperimentarle per osservare quali cambiamenti possono generare nella tua vita.
1. Riconosci lo stress come segnale di qualcosa che conta
Quando senti l’ansia crescere, fermati per un momento e pensa al motivo per cui sei stressato. Chiediti: “Perché questo è importante per me?”
Spesso lo stress nasce perché ci stiamo dedicando a qualcosa che per noi conta: il lavoro, la famiglia, un progetto o un obiettivo. Capire che lo stress è un segnale di qualcosa che per te ha valore può aiutarti a vederlo in modo positivo, come una fonte di motivazione.
2. Trasforma lo stress in energia positiva
La prossima volta che senti il battito cardiaco accelerare o la tensione nei muscoli crescere, usa questi segnali per prepararti all’azione. Anziché interpretare i sintomi come negativi, considerali una “carica” di energia che il tuo corpo sta producendo per aiutarti a dare il meglio. Questo cambiamento di prospettiva non solo ti farà sentire più in controllo, ma renderà lo stress uno strumento per affrontare le sfide che hai di fronte.
3. Cerca supporto e condivisione
Ricordati che non sei solo. Lo stress ha il potere di renderti più aperto agli altri. Se ti senti sotto pressione, prova a parlare con una persona di cui ti fidi oppure offriti di aiutare qualcuno che potrebbe avere difficoltà simili. Questa connessione rafforzerà non solo la relazione ma anche la tua capacità di affrontare le sfide.
4. Coltiva la gratitudine dopo un momento di stress
Dopo aver superato una situazione difficile, prenditi un attimo per riflettere su che cosa hai imparato grazie ad essa e prova a esprimere gratitudine per quell’avvenimento. Il solo riconoscere di aver superato una sfida ti farà sentire più forte. Questo passaggio aiuta il cervello a consolidare l’esperienza e ti rende più preparato per gestire stress futuri con maggiore consapevolezza.
5. Sfrutta lo stress come tuo alleato
Prova a pensare allo stress come un’energia da dirigere verso ciò che conta e come uno stimolo per connetterti con gli altri. Più lo consideri uno strumento di crescita, più sarai capace di trasformarlo da ostacolo a risorsa. Cambiando prospettiva, lo stress può diventare un alleato capace di spingerti verso ciò che conta davvero per te.
Se vuoi scoprire ancora meglio come trasformare lo stress in un alleato per la tua vita, non esitare a contattarmi. Io e il mio team saremo felici di guidarti verso un nuovo modo di affrontare le sfide!
Bibliografia
Everly, Jr, G. S., Lating, J. M., Everly, G. S., & Lating, J. M. (2019). The anatomy and physiology of the human stress response. A clinical guide to the treatment of the human stress response, 19-56.
McGonigal, K. (2016). The upside of stress: Why stress is good for you, and how to get good at it. Penguin.
Kemeny, M. E. (2003). The psychobiology of stress. Current directions in psychological science, 12(4), 124-129.
Peifer, C. (2012). Psychophysiological correlates of flow-experience. Advances in flow research, 139-164.


