Quando e perché andare dallo psicologo

La figura dello psicologo nella vita di una persona: quando andare, perché, e aiuta davvero? Come scegliere la persona che può aiutarci davvero a stare bene?

Molto spesso mi vengono poste queste domande e, nelle prossime righe, faremo chiarezza su ciascuna. 

Tutti sappiamo quanto sia importante prendersi cura della propria salute e, quando possibile, prevenire invece che curare. Per questo quando ci fa male un dente corriamo dal dentista, mentre quando ci feriamo disinfettiamo e proteggiamo il taglio con un cerotto. Così come per prevenire le carie ci laviamo i denti più volte al giorno e andiamo in palestra per mantenere il nostro corpo in forma. Tutte azioni che mettiamo in atto nella maggior parte dei casi spontaneamente, in altri con intenzionalità perché sappiamo di star facendo il nostro bene. 

Ma perché quando si tratta della nostra mente, facciamo così fatica a mettere in campo gli stessi comportamenti di attenzione e cura?

Una grossa fetta di responsabilità possiamo attribuirla alla quantità di pregiudizi che aleggiano attorno alla figura dello psicologo e a coloro che iniziano un percorso psicologico. Certe volte questi preconcetti sono radicati nelle persone al punto da spingerle a rinunciare ad iniziare un percorso solo per evitare di sentirsi sbagliate, inadeguate, fragili o addirittura “non normali”.

Iniziamo sfatando il primo pregiudizio: non è assolutamente vero che dallo psicologo ci vadano solo i “matti”; lo psicologo infatti non cura l’anormalità o la pazzia. Quella che noi definiamo abitualmente “normalità”, per altro, non esiste. Esiste, piuttosto, l’individualità di ciascuno, all’interno della quale possono emergere problemi o difficoltà di vita che portano all’insorgere di diversi stati e livelli di malessere, alle volte così profondi da diventare invalidanti, sino a non far più funzionare la persona all’interno della sua vita.
Ma lo psicologo non si occupa solo di chi fatica a funzionare in un modo che lui auto-definisce “non ottimale” per la sua vita, bensì lo psicologo è utile a chiunque voglia vivere appieno, usando al meglio se stesso, realizzando il suo massimo potenziale.

È vero che la psicologia classica ci ha insegnato che si prende cura solo di deficit, problemi e difficoltà, ma oggi esiste una branca della psicologia, la psicologia positiva che si occupa di punti di forza, qualità e risorse.

In questo senso lo psicologo non è solo per i matti e tanto meno per i deboli ma, al contrario, lo psicologo è per chi sceglie di guardare a se stesso e alla sua vita con coraggio.

In che senso? Chi sceglie di andare dallo psicologo, sceglie di mettere in discussione il modo di vedere se stesso ed il mondo. Non è una scelta da poco. E si sa, le scelte più ardue sono proprio quelle che ti conducono a maggior libertà e serenità interiore. È scegliere di guardarsi dentro e usare le proprie abilità al meglio per voler essere e realizzare la propria miglior vita possibile oppure di guardare con un’altra prospettiva le proprie difficoltà e situazioni complesse. 

Questo ci permette di sfatare un secondo grande pregiudizio: andare dallo psicologo è utile solo a coloro che si trovano in una condizione di sofferenza. Tutto il contrario: nessuno psicologo può togliere la sofferenza. Fa parte della vita ed è sano ed evolutivo esperirla, al contrario lavorare su di sé con una guida permette di vivere ogni turbolenza restando in equilibrio all’interno delle più grandi tempeste della propria vita.

Ma quindi a cosa può essermi utile?

Questo professionista non solo ti guida a conoscere e comprendere parti di te, ma ti fornisce anche strumenti per gestire ciò che senti, al fine di renderti artefice del tuo benessere. 

Prendersi cura della propria mente è come lavarsi i denti, un’azione che dovrebbe essere messa in atto quotidianamente. Proprio per questo andare dallo psicologo non solo può essere utile qualunque momento della vita tu stia passando ma, al contrario di quanto penseresti, è ancor più utile se non stai male.  Spesso lavorare su di sé solo quando subentra un’emergenza, diviene come tamponare una ferita, ma non andare a prendersi cura di ciò che l’ha originata.

Grazie al percorso psicologico puoi apprendere ad usarti come strumento e a mettere a fuoco le risorse che ti caratterizzano, prima che la vita ti ponga sul cammino situazioni complesse. Si tratta di un atto di cura verso la parte di noi più centrale: il nostro Sé. Come possiamo pensare di raggiungere grandi mete se non conosciamo chi dobbiamo condurre a raggiungerle? Noi stessi siamo la chiave ed ecco che in quest’ottica lo psicologo assume un senso e un’utilità in ogni contesto, anche in quello aziendale, formativo, lungo ogni cammino di crescita.

Quando andare dallo psicologo:

Ma allora, quando serve andare dallo psicologo?

Quando senti che la qualità della tua vita non è al livello che vorresti? No, non solo. 

Andare dallo psicologo è utile sia che non ti senti al meglio di te, sia che tu ti senta bene. Per scoprirti e scoprire, te stesso, tu nelle relazioni e gli altri. O andando più nello specifico, può succedere di iniziare un percorso di fronte ad una scelta importante per lo sviluppo del tuo percorso, lavorativo e non, e non sai prendere una decisione oppure vorresti prenderle tutte e non lasciartene scappare nessuna. Bada bene: iniziare un percorso per una questione, non ti porterà a lavorare solo su quella. Bensì ad esplorare il tuo modo solito di funzionare: ovvero come sei solito muoverti nelle diverse aree della tua vita, poiché spesso ciò che emerge ha origine altrove ed è utile andarlo a vedere per darti la possibilità di scegliere che cosa per la tua vita sia più funzionale.

Come anticipato, andare dallo psicologo ti può essere utile anche quando nella tua vita tutto procede per il verso giusto, anzi in questo caso è quasi ancor più utile. Iniziare un percorso psicologico ti permette di apprendere ad usare al meglio te stesso, tramite la scoperta e, successivamente, l’utilizzo delle tue risorse. Anche quelle più nascoste. Molto spesso, infatti, possediamo potenzialità immense che rischiano di passare inosservate o di non essere agite semplicemente perché non sono state esplorate e conosciute. Ecco che lo psicologo assume il ruolo di guida all’interno di questo viaggio alla scoperta dei tuoi lati più preziosi e inaspettati, aiutandoti a fornirti dapprima delle qualità utili a fronteggiare ogni sfida della vita.

Andare dallo psicologo aiuta?

Dopo aver compreso che andare dallo psicologo ti può essere utile in qualunque momento della tua vita, vediamo più nel dettaglio come può aiutarti ad affrontare un momento critico o di sofferenza.

Molto spesso ho sentito frasi del tipo: “Non mi serve lo psicologo, in fondo sono fatto così e non posso cambiare”, oppure: “Ho già tanti amici che mi danno consigli quando ne ho bisogno, cosa può fare di diverso lo psicologo?”, o ancora: “Non è possibile risolvere problemi semplicemente parlando”. 

Queste frasi non sono altro che il risultato di pregiudizi che sono stati interiorizzati rispetto alla figura dello psicologo. Devi sapere che non solo possediamo pregiudizi su questa figura ma anche su noi stessi, soprattutto rispetto alle emozioni che proviamo. 

Sono sicura che almeno una volta nella vita ti è capitato di colpevolizzarti a causa di ciò che stavi provando e di pensare: “Non dovrei sentirmi così” oppure di provare vergogna al punto da nascondere i tuoi reali sentimenti. Immancabilmente questo porta a sentirsi ancora peggio perché oltre alla sofferenza emerge il giudizio verso sé stessi. Ecco che questo giudizio può spingerti a pensare non solo di non essere normale, quando abbiamo visto che il concetto di normalità è relativo, ma può anche portarti ad evitare i percorsi psicologici per paura che questo pensiero possa essere confermato. 

Ma sei proprio sicuro che ignorare il tuo malessere ti porterà a stare meglio?

Devi sapere che quando non ne parli e non riesci a comprendere ciò che ti crea sofferenza, non solo non ti doni la possibilità di risolverlo ma non fai altro che incrementare il pensiero che ci sia effettivamente qualcosa che non va in te!

Al contrario, quando trovi il coraggio di condividere ciò che per te non funziona, sarai in grado di accorgerti di quante altre persone sperimentano il tuo stesso sentire. 

E no, il percorso che puoi fare con un professionista in questo campo non può essere sostituito dalla condivisione che hai con gli amici.  Per quanto tu possa avere a disposizione un contesto supportivo, non è la stessa cosa. Gli amici e i familiari ti possono offrire supporto e consigli ma lo psicologo ha studiato proprio per aiutarti a gestire le tue emozioni, positive e negative, oltre che accompagnarti nella scoperta le risorse che puoi mettere in campo nelle diverse situazioni della vita ed affiancarti nella definizione di obiettivi orientati in maniera strategica al tuo benessere

Molto spesso, nell’immaginario collettivo si associa la terapia psicologica ad un percorso lunghissimo, quasi a qualcosa che una volta iniziato rischia di accompagnarti per tutta la vita. Il mio metodo, al contrario, si basa su risorse ed obiettivi strategicamente orientati. Esso ha come fine ultimo quello di farti prendere consapevolezza di te stesso e permetterti di raggiungere il tuo massimo potenziale.  

D’altro canto, è utile tenere a mente che i nostri tratti li abbiamo costruiti in anni e spesso lavorare su di sé in modo completo richiede cura e tempo. Io ad esempio su me stessa non smetto di lavorare mai e come me, molte delle persone che seguo. Poiché diventa un appuntamento con noi stessi fondamentale per esplorarci e usarci al meglio all’interno delle sfera di vita che evolvono e si trasformano. 

Come convincere una persona ad andare dallo psicologo?

Quanto è difficile veder soffrire chi amiamo? 

Sapere che una persona amata è in una condizione di sofferenza ci spinge naturalmente ad attivarci per aiutarla ad alleviare il dolore. In alcune situazioni è possibile riuscirci, mentre in altre ci rendiamo conto che servirebbe l’intervento di un esperto

Ma come fare quando la persona sembra non capire la necessità di intraprendere un percorso psicologico?

Innanzitutto assicurati di aver costruito delle solide basi di fiducia con l’altro, l’invito a contattare uno psicologo è infatti un passaggio delicato per qualcuno che si trova in una condizione di malessere. Calati nei suoi panni: è probabile che oltre alla sofferenza questa persona stia provando un mix di altre emozioni negative potenti, come la vergogna di sentirsi in quello stato o la paura di non poter più tornare a stare bene. 

Durante la comunicazione, fai attenzione a non utilizzare un linguaggio giudicante o non farai altro che allontanare chi hai di fronte. Prova a capire quali paure o pregiudizi possiede rispetto al mondo della psicologia e offriti, se lo desideri, di accompagnarlo a scoprire qualcosa di più sui percorsi psicologici. E’ normale avere paura di ciò che è a noi sconosciuto, la ricerca di informazioni può essere una buona strategia per abbattere questo muro.  

Offri alla persona il tuo sostegno ma tieni presente che non è possibile costringere qualcuno ad iniziare un percorso psicologico, semplicemente perché se la persona non è disposta a mettersi in gioco non si otterrà alcun risultato. 

Per quanto tu possa voler bene all’altro, la scelta di mettersi in discussione è solo sua. Se non è disposto a farlo, non è detto che non se la sentirà in futuro. 

Nel frattempo, se la situazione ti crea sofferenza considera la possibilità di metterti in gioco tu stesso: non per poter risolvere i problemi al posto dell’altro, ma per stare meglio tu in prima persona e gestire quel che la non cura che l’altro ha di sé, ti scatena.

Come scegliere lo psicologo che fa per te?

Gli psicologi sono tutti uguali? 

In campo psicologico esistono tanti approcci diversi, tanto vari quanto distanti. In particolare, i percorsi di psicoterapia si possono distinguere secondo quattro grandi branche. La psicoanalisi, come la psicodinamica, rilegge il comportamento umano cercando di risalire alle motivazioni inconsce che lo hanno attivato. La psicoterapia cognitivo comportamentale guida la persona nel comprendere la connessione tra le sue convinzioni presenti e le difficoltà psicologiche che sperimenta, con l’obiettivo di modificare le credenze disfunzionali ed attivare un cambiamento positivo sul lungo termine. La psicoterapia breve strategica, da ultima, si propone di intervenire sul disagio psicologico tramite un numero limitato di incontri e la selezione di precisi obiettivi prestabiliti. 

Io ho scelto di non occuparmi di clinica, bensì di Psicologia per il Benessere e Psicologia Positiva. Una branca che non si focalizza sui deficit e su tutto ciò che non funziona ma che lavora per portare alla luce le risorse di ciascuno. L’obiettivo ultimo è quello di costruire qualità positive e raggiungere alti livelli di benessere e soddisfazione personale. 

Imboccando questa strada si lavora per raggiungere il flourishing, ovvero il tuo funzionamento ottimale partendo proprio da ciò che già di strepitoso hai in te, perché ciascuno di noi possiede parti straordinarie, il punto sta solo nel portarle alla luce. 

Lavorare per potenziare le tue risorse ti permetterà di aumentare la consapevolezza che hai di te e sentirti realmente padrone delle tue scelte ed azioni.

Mi sono avvicinata alla clinica con la psicoterapia cognitivo-costruttivista che pone il focus sulla relazione come strumento per promuovere la cura dell’altro, in un luogo sicuro, usando come base la terapia strategico-breve che mi consente un approccio orientato all’obiettivo. 

È arrivato il momento: puoi finalmente scegliere di affidarti ad un percorso che non cura, non parte da un problema, ma parte proprio da te per mostrarti una versione di te stesso con le tue risorse, per scegliere chi vuoi essere e realizzarti appieno: puoi contattare me ed il mio team.

Lara Zucchini

Psicologa per il benessere a Crema e online in tutto il mondo, docente universitaria, Speaker di Psicologia Positiva.

Di cosa mi occupo

My Inner Experience

Un viaggio dentro e fuori di sé per vedere, esplorare e sentire le proprie risorse, al fine di agirle nella propria vita.

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