Tristezza o depressione: quali sono i sintomi?

Ti capita spesso di sentirti così triste da percepire una profonda mancanza di energia e di avere momenti in cui a pensare al futuro nemmeno ci riesci? Ti sei mai chiesto se questi pensieri siano sintomi di una depressione e come poterne uscire?

A ciascuno di noi capitano giorni “no”, giorni in cui ci sentiamo scarichi oppure profondamente tristi, tanto da auto-definirci “depressi”. Avere giornate di questo tipo è assolutamente normale: il nostro umore, infatti, è soggetto a delle oscillazioni fisiologiche, che non rendono possibile pensare ad una vita sempre felice e ricca di energie. 

Riflettendoci, risulta difficile identificare giornate che definiremmo completamente positive: questo perché tipicamente la nostra memoria si focalizza sull’alternarsi di momenti positivi e negativi, rendendo marginali e di poco impatto quelli neutri. 

Per questo motivo, una giornata priva di picchi, sia positivi che negativi, risulterà noiosa o priva di stimoli: una simile condizione potrebbe alterare la tua percezione portandoti a dubitare del tuo stato emotivo. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, osservando attentamente queste giornate, ti renderai conto che la tristezza è causata da un pensiero o da un evento ben precisi. Magari sei abbattuto per via della mattinata lavorativa appena conclusa, di un litigio o addirittura per la fine di una relazione o un licenziamento. 

Come potresti non sentirti giù di morale? 

Devi sapere che quando riesci a trovare una motivazione alla tua tristezza, per quanto profonda essa ti possa sembrare, non si può parlare di depressione

La tristezza si connota, infatti, come un’emozione transitoria, attribuibile ad un fatto o ad un evento che ha suscitato in te una risposta emotiva. Provare questa emozione è assolutamente normale: dal punto di vista evolutivo la tristezza è qualcosa di cui abbiamo bisogno per ritirarci all’interno di noi stessi, per ascoltarci ed accudirci. 

Quando siamo infelici o tristi la nostra attenzione si direziona, in modo del tutto spontaneo, verso ciò che di negativo stiamo vivendo. Ritirarsi tra sé ed accogliere questa tristezza costa indubbiamente fatica, per questo alle volte la tentazione è quella di allontanarsi da questa emozione, ignorarla o “soffocarla” coprendola con attività in grado di distrarci. Eppure, se analizziamo le radici evolutive di questo meccanismo, lo spostamento di focus verso i contenuti negativi ha la funzione di spingerci a risolverli, a superarli. Se ci pensi, questo accade molto meno con le emozioni positive che rischiano di svanire velocemente, se non siamo in grado di porre su di esse un’attenzione consapevole ed assaporarle. 

Diverso è invece il disturbo depressivo, che insorge in assenza di cause esterne e si dimostra estremamente invalidante, impedendoti di compiere anche le più semplici azioni della vita quotidiana. 

Quali sono i sintomi della depressione?

Come posso riconoscere se si tratta di tristezza o di depressione? 

La depressione vera e propria emerge senza alcuna motivazione ed è spesso dovuta a cali serotoninergici. Oltre ad una tristezza invalidante, essa porta con sé significativi cali di energia, disturbi del sonno e alterazioni dell’appetito. A tutto questo si aggiungono sentimenti di colpa, inadeguatezza, difficoltà di concentrazione e di memoria, fino ad arrivare a pensieri ricorrenti di morte che non si riducono alla paura di morire, provata comprensibilmente da chiunque. 

Quando ti parlo di cali di energia non mi riferisco alla stanchezza che puoi provare dopo una settimana di lavoro o a seguito di una giornata scandita dai mille impegni quotidiani. Intendo una stanchezza così profonda da non riuscire ad alzarti dal letto, da non avere desiderio di scambiare nemmeno una parola con le altre persone. 

Tutti stati che, normalmente, quando ci sentiamo tristi non sperimentiamo, o che sono giustificati dall’accadere di eventi negativi o da importanti mancanze. 

Un’altra differenza significativa tra le due condizioni è il fattore tempo: mentre la tristezza si connota nella gamma delle emozioni transitorie, la depressione è caratterizzata dalla persistenza della sintomatologia e dall’assenza di un evento esterno scatenante. 

Puoi uscirne da solo?

Cosa fare, quindi, quando ti sorprendi ad essere triste? 

Concediti di stare all’interno di questa emozione. La tristezza, come tutti gli stati emotivi, ha una sua funzione ed utilità: essa ti spinge a ritirarti tra te e te, a ricercare conforto ed auto compassione. 

Ma, dopo che ti sei concesso di stare male, lascia andare questa emozione e, come dico sempre, “non costruirci un monumento”. 

Scommetto che ti starai chiedendo: “Come faccio a lasciarla andare?” 

Se ti senti triste o svogliato, senza che ci siano validi motivi, la regola è quella del “fare nonostante”. Fare nonostante tu non ne abbia la minima voglia, fare nonostante tu non ti senta in grado, insomma: fare nonostante tutti i “se” e i “ma” che affiorano nella tua mente. 

Segui questi step: 

  • Pianifica piccoli obiettivi ed azioni da portare a termine durante la giornata. Scrivili su una to-do list e spuntali man mano che li porti a termine; 
  • Concentrati sulle piccole cose piacevoli del momento: un bagno caldo, il calore della tazza di cioccolata fumante che hai tra le mani, il profumo che emana la fiamma delicata di una candela. 

Se invece questa tristezza è così profonda da diventare invalidante e ti impedisce di fare tutto ciò che vorresti, è il caso di rivolgerti ad un professionista

Ciascuno di noi è dotato di risorse funzionali ad affrontare la tristezza, ma rivolgersi ad un professionista per elaborare ciò che senti o ciò che è accaduto può risultare estremamente utile, in ogni caso. 

Per quanto difficili da affrontare, i momenti di tristezza possono rivelarsi, attraverso un percorso, delle importanti bussole in grado di donarci più consapevolezza e guidarci nel futuro. 

Alle volte si compie l’errore di pensare che sia giusto chiedere aiuto solo quando abbiamo un problema che non riusciamo a risolvere da soli. In realtà, non è tanto il grado di sofferenza vissuto a determinare l’utilità di un supporto, quanto gli strascichi che sento che quella situazione può lasciare nella mia vita. 

E allora chiedere aiuto non solo ha senso quando non si riesce ad uscirne ma anche quando se n’è usciti troppo velocemente. Come dicevano le nostre nonne: “i nodi vengono al pettine”, così prima o poi affioreranno anche le situazioni o le emozioni non elaborate. Ecco spiegata l’utilità di osservare, fin da subito, questi stati emotivi con l’aiuto di un professionista. 

Riconoscere la depressione non è semplice, come non lo è capire cosa ti fa stare male. Spesso rinchiudersi non fa altro che esacerbare una situazione in realtà risolvibile: parlamene subito e torna a sorridere!

Bibliografia: 

Hooley, J. M., & Buodo, G. (2017). Psicopatologia e Psicologia Clinica. Pearson. 

Lara Zucchini

Psicologa per il benessere a Crema e online in tutto il mondo, docente universitaria, Speaker di Psicologia Positiva.

Di cosa mi occupo

My Inner Experience

Un viaggio dentro e fuori di sé per vedere, esplorare e sentire le proprie risorse, al fine di agirle nella propria vita.

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